Il Grifone (Gyps fulvus)

 

L’AVVOLTOIO GRIFONE (GIPS FULVUS) IN SARDEGNA E NEL  BOSANO.

 

Giovane di grifone, qualche mese dopo il suo recupero e successiva liberazione (Foto Alfonso Campus)

Il Grifone termine scientifico Gyps fulvus, è un grosso avvoltoio carnivoro appartenente all’ordine degli Accipitriformi e alla famiglia degli  Accipitridi, con 7 specie (G.coprotheres, G.rueppellii, G.himalayensis, G.indicus, G.bengalensis, G.africanus e G.fulvus) è presente in diverse varietà di habitat: zone semi desertiche, savane, colline e montagne del vecchio mondo (Europa, Asia e Africa). Segni distintivi di questo grande avvoltoio sono:

  • la colorazione marrone chiaro tendente al beige negli adulti e marrone scuro negli esemplari immaturi con la testa e il collo “nudi”, ricoperti da un corto piumino lanoso di facile pulizia ornato alla base da un collarino di penne lanose biancastre negli adulti e penne lanciformi marroni nei giovani,
  • il becco forte e uncinato, di colore corno chiaro nell’adulto e nerastro nel giovane,
  • le zampe robuste, dotate di unghioni lunghi, ma non adatti alla cattura di prede vive,
  • le ali lunghe e larghe, con un’apertura normalmente tra i 240 e i 280 cm,
  • la coda corta e squadrata con una lunghezza totale del corpo di 100-110 cm e un peso che oscilla tra i 7 e 12 chilogrammi.

Totalmente necrofago, l’alimentazione in Sardegna gli viene fornita per circa il 95% dalle carogne degli animali d’allevamento (ovini, caprini, bovini, suini ed equini.) e per il restante 5% da animali selvatici di medie dimensioni come cinghiali o volpi. Il grifone è un uccello sociale. Esso vive in colonie su pareti rocciose dell’interno o, localmente, su falesie marine ricche di cavità e sporgenze. La maturità sessuale viene aggiunta intorno al quarto – quinto anno di vita. Nel massiccio centrale francese sono stati registrati successi riproduttivi in esemplari di soli 3 anni muniti di marcature alari e anelli colorati. Le coppie sono monogame, rimangono cioé unite per tutta la vita. Tra Gennaio e Marzo, in seguito alla costruzione o riassetto del nido (di piccole dimensioni rispetto alla mole del grifone), viene deposto un unico uovo (bianco) che verrà covato con cura alternativamente da entrambi i partners per 52-54 giorni. La schiusa è in primavera (generalmente ad aprile), e, successivamente il giovane viene nutrito e allevato con molta dedizione: uno dei genitori sarà al suo fianco sino a quando le sue dimensioni non lo metteranno al riparo dall’ eventuale attacco dei corvi imperiali, e in alcuni casi sino al giorno dell’involo che avverrà tra la metà di Luglio e la fine di Agosto, dopo una permanenza nel nido di circa 4 mesi.

 

Esemplari adulti durante il pasto (Foto Alfonso Campus)

Grazie alla loro socialità per la ricerca del cibo i grifoni utilizzano una strategia di gruppo: alzatisi in volo utilizzando le correnti ascensionali o sfruttando direttamente i venti, cosa che gli consente un modesto dispendio energetico, i vari individui della colonia coprono ognuno una porzione di territorio restando però a contatto visivo gli uni con gli altri. Scoperta una carogna, spesso grazie ai movimenti di altri uccelli parzialmente necrofagi (corvi imperiali, cornacchie grigie, nibbi reali), l’esemplare più vicino ad essa inizia dei voli circolari per poi scendere sul terreno. Questi movimenti richiamano gli altri individui e ben presto, se si tratta di una carcassa di grosse dimensioni, possono accorrere anche 40 – 50 esemplari. Il ruolo ecologico del grifone è, sotto il profilo igienico sanitario, molto importante.  Cibandosi esclusivamente di carogne, esso limita i rischi di infezioni o malattie trasmissibili anche all’uomo. Da studi veterinari effettuati in Francia, si è stabilito che il loro apparato digestivo, di soli 3 metri di lunghezza, è in grado di distruggere tutti i virus, batteri o parassiti presenti nelle carni di cui si nutre, grazie al repentino cambio di acidità tra il gozzo ,lo stomaco e la parte intestinale. Si inizia infatti con un ph di 7-7,5, si scende sino ad un  ph di 1-1,5 per ritornare ad uno di 6-7. Questo grande avvoltoio può quindi essere definito a pieno titolo uno spazzino della natura e uno dei simboli viventi della Sardegna agro-pastorale.  

Status legale: Il Grifone é tutelato dalle seguenti normative:

  • Convenzione di Berna, Allegato II quale specie rigorosamente protette (19/09/1979).
  • Direttiva comunitaria “Uccelli selvatici” (79/409/CEE del 02/04/1979).
  • Legge nazionale n.157/1992 (articolo 2).
  • Legge Regionale 29 luglio 1998, n. 23 quale specie particolarmente protetta:

ART. 61:  Divieti. (Paragrafo ii) “È vietato a chiunque usare il Parapendio, Deltaplano, o veicoli similari nelle oasi di  Protezione faunistica e nelle zone a protezione speciale (ZPS) durante il periodo di riproduzione  della fauna selvatica, in particolare delle specie incluse nell’allegato II della Convezione di Berna.”

ART.62:  Tutela dei nidi e dei siti di nidificazione. “Durante la cova e l’allevamento dei piccoli nati è vietato effettuare fotografie o riprese cinematografiche non autorizzate agli uccelli selvatici inclusi nell’allegato II della Convenzione di Berna. (L’assessore regionale della difesa dell’ambiente, avvalendosi dell’istituto regionale per la fauna selvatica, per motivi particolari di professione o ricerca scientifica può autorizzare persone nominativamente indicate ad effettuare le riprese. L’autorizzazione deve specificare la durata, il luogo, le specie, la distanza minima di avvicinamento al nido, le precauzioni da adottare per minimizzare il disturbo. La mancata osservanza delle prescrizioni comporta la revoca dell’autorizzazione).”

Il Grifone in Sardegna In Sardegna la sua consistenza numerica e diffusione ha subito un tracollo ad iniziare dalla seconda parte del secolo scorso. Le ripetute campagne antimalariche, le massicce campagne di avvelenamento delle volpi con bocconi avvelenati e la caccia, per rifornire di esemplari impagliati collezioni pubbliche e private, hanno spogliato via via i cieli nella maggior parte dei rilievi montuosi. Oggi la popolazione sarda, che vive esclusivamente nella parte nord-occidentale, è costituita da circa 30 coppie ed è doppiamente importante perché si tratta dell’unica popolazione autoctona italiana e dell’unica popolazione del bacino occidentale del Mediterraneo con colonie nidificanti su falesie marine ( l’altra popolazione nidificante sul mare si trova su alcune isole della ex Yugoslavia).

Il futuro del Grifone

Il futuro del grifone è minacciato dai seguenti fattori:

  • Uso di bocconi avvelenati nella lotta al randagismo e alle volpi.
  • Sconsiderato utilizzo di farmaci veterinari senza alcun supporto medico.
  • Disturbi antropici diretti e indiretti in prossimità delle falesie di nidificazione come la caccia fotografica,e le varie attività sportive all’aria aperta come l’escursionismo e il parapendio praticate senza regole né criteri stabiliti.
  • Diminuzione del numero degli animali di allevamento, del loro tasso di mortalità e soprattutto della loro reperibilità sul territorio (i cadaveri vengono interrati, inceneriti o addirittura occultati tra la vegetazione).
  • Modificazione e trasformazione del suo habitat.
  • Costruzione di elettrodotti e campi eolici in prossimità delle colonie di nidificazione.
  • Bracconaggio e collezionismo.

Nel Bosano la specie è da sempre conosciuta con il nome dialettale di Entulzu e sia i vecchi allevatori che i pochi giovani rimasti a svolgere questo antico e duro mestiere, essenziale per la sopravivenza del Grifone, ne riconoscono il prezioso aiuto. Anche i cacciatori locali si mostrano sensibili e rispettosi: nei territori di riproduzione anticipano o evitano le battute di caccia grossa, che col loro clamore e confusione potrebbero arreccare disturbo durante la fase riproduttiva. Attualmente (2012) la popolazione del Grifone è composta da almeno 30 coppie territoriali ripartite su 6 colonie, composte da un numero vario di coppie, e da 4 nidi isolati, sparsi sul territorio. La tipologia dei nidi è varia e comprende grotte, cavità minori, cenge coperte parzialmente o anche completamente esposte, l’altitudine è compresa  tra 15/20 metri e gli oltre 400 metri sul livello del mare e la loro esposizione è numericamente maggiore verso sud, ma non mancano nidi esposti a nord o ad ovest, mentre la distanza massima tra loro è di circa 12 km in linea d’aria. L’utilizzo del territorio per la ricerca del cibo varia in base alla stagione, infatti, anche se gli spazi attorno alle colonie vengono sempre perlustrati, nel periodo compreso tra la metà della primavera e la fine dell’estate, il raggio d’azione aumenta notevolmente, portando piccoli gruppi di immaturi e adulti, non impegnati nella riproduzione, a spaziare in tutta la Sardegna centrale. Qui effettuano delle vere e proprie estivazioni, passando la notte e le ore d’inattività su dormitori sparsi sui rilievi o comunque su punti da cui sia agevole poi rialzarsi in volo.In Sardegna, e nel Bosano in particolare, dal 1974 si sono svolti dei progetti di tutela della specie sponsorizzati e finanziati da enti pubblici e da varie associazioni naturalistiche, con grande sforzo finanziario ed umano. Purtroppo questi progetti non hanno dato i grandi risultati ottenuti in altre parti d’Italia e d’Europa. La nostra associazione, avendo visitato altre realtà europee ed essendosi a lungo confrontata con la realtà locale degli allevatori e dei fruitori della natura, ha maturato la convinzione che debbano essere riviste alcune impostazioni sulla tutela del Grifone.

  • La regione Sardegna dovrebbe innanzitutto far chiarezza sul regolamento Comunitario N°142/2011 pubblicato il 26/02/2011 e in vigore in tutti gli stati membri della Comunità Europea dal 04/03/2011. Questo documento regola lo smaltimento degli scarti di macellazione e delle carcasse di animali d’allevamento e prevede l’utilizzo delle carcasse di ovini e caprini per l’alimentazione di uccelli necrofagi là dove ne siano presenti popolazioni vitali. Questo puo essere fatto, con l’ausilio dei veterinai delle asl, all’interno delle stesse aziende d’allevamento in punti individuati dai proprietari e fruibili dagli avvoltoi, e, come già succede all’estero, delimitati con contributi pubblici, evitando cosi’ l’interramento o l‘incenerimento dei capi morti per cause naturali o accidentali. Cio fà si che si ottengano molteplici vantaggi: dal punto di vista sanitario l’azione dei necrofagi é estremamente efficace, economicamente al danno della perdita del capo non si aggiungono le spese dello smaltimento, che avviene in modo rapido e naturale, inoltre gli allevatori diventano anche loro attori essenziali della salvaguardia della specie, e questo non grazie a compensi di varia natura, che non fanno altro che alimentare gelosie o malintesi, ma bensì con azioni che  agevolano la loro attività nel suo complesso e stimolano la loro disponibilità nei confronti degli avvoltoi, visti finalmente come una risorsa non solo turistica.
  • Per quanto riguarda i fruitori della natura, siano essi escursionisti, fotografi, amanti del parapendio ecc.,bisognerebbe predisporre per loro dei percorsi o degli spazi preventivamente e continuamente valutati, evitando tutte le zone ritenute sensibili, in modo che la loro presenza non vada ad interferire con le attività di tutela.

 

Una delle tante piazzole d’alimentazione realizzate all’interno delle aziende di allevamento nel Massiccio Centrale francese (Grands Causses, foto Alfonso Campus)

PARAMETRI RIPRODUTTIVI DEL GRIFONE, DAL 2004 IN POI, (COMPRESO L’ULTIMO CASO DI AVVELENAMENTO/INTOSSICAZIONE AVVENUTO NEL 2006):

Metodi:

Durante i mesi da gennaio ad aprile, l’associazione perlustra i territori ritenuti idonei alla riproduzione, per censire il numero delle coppie territoriali, quelle coppie cioè che dimostrano un attaccamento ad un sito e lo difendono dai conspecifici. Di queste un numero minore costruisce un nido e un numero minore ancora depone l’unico prezioso uovo. Su ogniuna di queste coppie viene stilata una scheda, nella quale vengono descritte le caratteristiche del sito di nidificazione e l’andamento riproduttivo. A queste coppie si aggiunge un limitato numero di adulti, spesso con evidenti handicap fisici, che, pur frequentando le colonie, non trovano un compagno per la  riproduzione. Sugli adulti l’affidabilità della valutazione della copertura territoriale é almeno al 90%. Altro metodo si utilizza per gli immaturi. Questi esemplari tra i 2 e 4 anni, a causa della loro maggiore dispersione nel territorio durante tutto l’anno, vengono censiti valutandone il numero durante i volteggi, nelle colonie di nidificazione, nei dormitoi e in occasione dei pasti. Ma la valutazione numerica ha una affidabilità dell’80%. Tutte le osservazioni vengono realizzate con binocoli prismatici (8×40, 10×50) e con cannocchiali ad ingrandimento variabile (15-45 x 60/80) mentre le rilevazioni altimetriche e i dati sull’esposizione dei nidi sono effettuate utilizzando le carte IGM con le loro linee di livello, con un altimetro e con una bussola a compasso.

Monitoraggio del grifone nel Bosano (Foto Cristina Perino)

RIPRODUZIONE   2004

N° COPPIE TERRITORIALI…………………………………………………………..30

N° NIDI COSTRUITI……………………………………………………………………24

N° DEPOSIZIONI……………………………………………………………………….20

N° ABBANDONI DI COVA (mortalità prenatale)………………………………7

N° PULLUS NATI……………………………………………………………………….13

N° PULLUS MORTI NEL NIDO (mortalità postnatale………………………..1

N° JUVENILIS INVOLATI……………………………………………………………12

PRODUTTIVITA’ (giovani involati/coppie territoriali)…………………..40%

SUCCESSO RIPRODUTTIVO (giovani involati/deposizioni)……………60%

 RECUPERI:

  • giovane recuperato ad Alghero il 01/08 e liberato il 30/09/2004 a Bosa
  • giovane recuperato a Bosa, il 21/09 e deceduto il 24/09/2004
  • giovane recuperato a Bosa il 03/10 e deceduto il 03/10/2004

  

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE: I dati relativi all’andamento della riproduzione nel Bosano per il 2004, sopra riportati, evidenziano l’alto tasso di mortalità prenatale (7 uova perse su 20 deposte), l’abbandono della cova è direttamente collegato al disturbo antropico nelle immediate vicinanze dei nidi occupati, la caccia fotografica, l’escursionismo e il parapendio sono le cause principali. Nel periodo aprile-maggio si sono registrate infatti  5 perdite, direttamente collegate al primo flusso turistico di Pasqua, per gli altri 3 casi possono essere intervenute cause naturali. Sulla morte del pullus, avvenuta nel nido intorno al 20 di maggio, non si hanno certezze, si trattava di un nido isolato (non in colonia), ubicato a pochi metri dal nido occupato da una coppia di corvo imperiale. È ipotizzabile pero` la predazione del corvo sul pullus avvenuta in seguito ad un’ azione di disturbo antropico, con conseguente allontanamento del grifone adulto, che in questa fase dell’allevamento non lascia mai spontaneamente il pullus incustodito.   Bosa, 30/10/2004 Alfonso Campus/Pasquale Carroni/Francesco Longu/Dott. Marco Muzzedu/Federico  Nurchi / Peppe Peralta. (Kalarighes-Bosa)

Involo mattutino dalle pareti calcaree nel Massiccio centrale francese (Grands Causses, foto Alfonso Campus)

RIPRODUZIONE 2005

N° COPPIE TERRITORIALI…………………………………………………….31

N° NIDI COSTRUITI……………………………………………………………….24

N° DEPOSIZIONI………………………………………………………….…………20

N° ABBANDONI DI COVA (mortalità prenatale)………………………..….1

N° PULLUS NATI……………………………………………………………………..19

N° PULLUS MORTI NEL NIDO (mortalità postnatale)……………….….2

N° JUVENILIS INVOLATI…………………………………………………………17

PRODUTTIVITA’(giovani involati/coppie territoriali)…………….54,83%

SUCCESSO RIPRODUTTIVO (giovani involati/deposizioni)…………85%

RECUPERI:

  • adulto recuperato a Bosa il 25/05 e liberato a Bosa il 23/09/2005
  • adulto recuperato a Bosa il 31/07 e trattenuto al centro di recupero
  • giovane recuperato a Bosa il 21/08 e liberato a Bosa il 25/10/2005
  • giovane recuperato ad Oristano il 05/09 e liberato a Bosa il 25/10/2005
  • giovane recuperato a Bosa il 29/09 e liberato a Bosa il 25/10/2005
  • giovane recuperato a Montresta il 01/10 e liberato a Bosa il 25/10/2005

 

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE: Nel 2005 per il grifone nel bosano, si è registrato un buon incremento rispetto al 2004 passando da 30 a 31 coppie territoriali (probabile una 32a coppia); la grande differenza  rispetto al 2004, evidenziata dai dati sopra esposti, è stata però la perdita minima di uova e pullus nel nido, passando da 8 (7 covate + 1 pullus) nel 2004 a sole 3 (1 covata + 2 pullus) nel 2005, con 17 juvenilis involati nel 2005 contro i 12 del 2004, ne consegue un aumento del tasso di produttività del 14,83% (40% nel 2004; 54,83% nel 2005) e dal successo riproduttivo del 25% (60% nel 2004; 85% nel 2005).   Bosa 30/10/2005 Alfonso Campus/Pasquale Carroni/Francesco Longu/Dott. Marco Muzzedu/Federico Nurchi/Peppe Peralta.  (Kalarighes-Bosa)

Esemplare adulto con piumaggio perfetto (Foto Alfonso Campus)

RIPRODUZIONE 2006

N° COPPIE TERRITORIALI………………………………………………………..38

N° NIDI COSTRUITI…………………………………………………………….…….25

N° DEPOSIZIONI………………………………………………………………..………22

N° ABBANDONI DI COVA (mortalità prenatale)………………………………..6

N° PULLUS NATI……………………………………………………………………..…16

N° PULLUS MORTI NEL NIDO (mortalità postnatale)……………..……….0

N° JUVENILIS INVOLATI…………………………………………………………….16

PRODUTTIVITA’ (giovani involati/coppie territoriali)……………….42,10%

SUCCESSO RIPRODUTTIVO (giovani involati/deposizioni)……….72,72%

RECUPERI:

  • adulto recuperato a Macomer il 07/07 e trattenuto al centro di recupero Fauna selvatica
  • adulto recuperato a Bortigali il13/08 e deceduto il 01/10/2006
  • giovane recuperato a Bosa il 14/08 e deceduto il 27/09/2006
  • resti di esemplare adulto recuperati a Bosa il 15/08/2006
  • giovane recuperato  a Bosa il 18/08 e deceduto il19/08/2006
  • esemplare adulto recuperato a Bosa il 01/09/2006
  • esemplare adulto morto recuperato a Bosa il 12/09/2006
  • resti di esemplare adulto recuperati a Bosa il 18/09/2006
  • esemplare sub adulto morto recuperato il 09/10/2006 (giovane già recuperato a Bosa in difficoltà il 12/08/2003 e liberato a Bosa il30/09/2003)

 

I vasti pascoli sulle Alpi occidentali utilizzati per la ricerca del cibo dalle popolazioni di avvoltoi francesi durante i periodi di estivazione delle greggi (Foto Alfonso Campus)

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE:

Nel 2006 il grifone ha registrato un incremento delle coppie territoriali, passando dalle 31/32 coppie nel 2005 alle attuali 38 nel 2006, con un incremento di ben 6/7 coppie. Purtroppo questo incremento non è stato supportato da un innalzamento del tasso del Successo Riproduttivo e della Produttività che anzi hanno subito una flessione considerevole rispetto all’anno precedente (2005), passando rispettivamente dal 85%  (Successo Riproduttivo 2005), al 72,72% (Successo Riproduttivo 2006), con una flessione percentuale del 12,28% . Per quanto concerne la Produttività, che nel 2005 era del 54,83%, attualmente (2006) si attesta al 42,10% con una flessione percentuale del 12,73%. Questa situazione negativa è stata determinata principalmente da due fattori, che sono fondamentali nella stima della dinamica della riproduzione. Uno di essi é la perdita di covate (mortalità prenatale), 6 covate perse durante il 2006 su un totale di 22, corrispondenti al 27,27%. Questo parametro evidenzia l’alto tasso di mortalità prenatale; l’abbandono della cova è spesso direttamente collegato al disturbo antropico nelle immediate vicinanze dei nidi occupati: la caccia fotografica, l’escursionismo e il parapendio sono le cause principali. L’altro fattore esaminato é il numero basso delle deposizioni (22) in rapporto al numero delle coppie territoriali (38). Esso corrisponde solo al 57,89% delle coppie territoriali potenzialmente fertili, un parametro molto basso e solo in parte giustificato dal fatto che alcune nuove coppie rilevate (2-3 coppie), comprendono uno dei partner di età compresa tra il 2°/3° anno, quindi probabilmente sessualmente immaturo. Da luglio ad ottobre sono stati recuperati ben 10 grifoni, dei quali solo 1 esemplare adulto è in vita, ricoverato nel Centro di recupero fauna selvatica di Bonassai (Sassari). Per 7 degli avvoltoi, recuperati in varie località della Planargia e del Marghine, sono in corso esami anatomo-patologici e tossicologici atti a stabilire le cause del decesso, per gli altri 2 avvoltoi morti non è possibile effettuare esami  per via dell’avanzato stato di decomposizione.   Bosa, 28/10/2006 Alfonso Campus/Pasquale Carroni/Francesco Longu/Dott. Marco Muzzedu Federico Nurchi/Peppe Peralta. ( Kalarighes,Bosa)

Gregge di capre allevate allo stato semi-brado nel Bosano (Foto Alfonso Campus)

RIPRODUZIONE 2007

N° COPPIE TERRITORIALI…………………………………………………………27

N° NIDI COSTRUITI……………………………………………………………….…..20

N° DEPOSIZIONI…………………………………………………………………………14

N° ABBANDONI DI COVA (mortalità prenatale)……………………………….5

N° PULLUS NATI……………………………………………………………………..……9

N° PULLUS MORTI NEL NIDO (mortalità postnatale)………………………0

N° JUVENILIS INVOLATI……………………………………………………………..9

PRODUTTIVITA’ (giovani involati/coppie territoriali)………………33,33%

SUCCESSO RIPRODUTTIVO (giovani involati/deposizioni)……….64,28%  

RECUPERI:

  • giovane recuperato il 25/08 a Bosa e liberato il 20/11/2007
  • adulto recuperato a Pozzomaggiore il 15/09 e deceduto il 05/10/2007

 

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE:

Il 2007 ha purtroppo fatto registrare un forte e preoccupante calo nella popolazione del Grifone nella Sardegna nord-occidentale. Le coppie territoriali sono passate da 38, rilevate nel 2006, alle attuali 27, con una perdita di ben 11 coppie ed una flessione percentuale in negativo del 28,94%. La produttività è calata dal 42,10% del 2006 al 33,33% attuali, così come il successo riproduttivo che dal 72,72% del 2006 è passato al 64,28%. A fronte dei 10 Grifoni recuperati tra luglio e ottobre del 2006 , dei quali 9 deceduti, Kalarighes ha potuto stimare una perdita totale tra i 45 e 50 esemplari con prevalenza di immaturi, che risultano costantemente assenti dalle colonie, dai posatoi preferenziali e dai dormitori. Le cause non sono ancora del tutto chiare ma dalle autopsie eseguite sui 10 Grifoni trovati   morti o deceduti in seguito, è stata evidenziata una necrosi e lo spappolamento del fegato sicuramente dovuto a sostanze tossiche introdotte con l’alimentazione. Ulteriori esami anatomo-patologici e tossicologici non hanno pero’ reso possibile l’individuazione esatta delle sostanze, hanno comunque evidenziato che probabilmente non si tratta di veleni ma di farmaci (antibiotici o antinfiammatori). Resta il sospetto che trattamenti farmacologici con posologie spinte all’eccesso, probabilmente effettuati illegalmente da persone non autorizzate (non veterinari), siano la causa delle perdite, quindi è possibile che dei farmaci relativamente ben tollerati, usati da tempo nel controllo delle patologie del patrimonio zootecnico possano diventare pericolosi per il grifone se accumulati nel fegato in quantità estreme. Aldilà di queste considerazione resta il gravissimo danno subito dall’ultima colonia autoctona  di grifone in Italia. Inoltre é da segnalare che verosimilmente anche  la scomparsa di Cora, l’avvoltoio monaco di provenienza francese, che si era integrato coi grifoni bosani (1° avvistamento nel Bosano il 17/11/2005, ultimo il 18/8/2006), è legata a queste vicende. Questa situazione negativa è stata ulteriormente aggravata dalla perdita di covate, 5 su un totale di 14, corrispondenti al 35,71% del totale, spesso direttamente collegata al disturbo antropico nelle immediate vicinanze dei nidi occupati.   Bosa 15/10/2007 Alfonso Campus/ Pasquale Carroni/ Dott. Marco Muzzeddu. (Kalarighes Bosa)

Juvenilis al momento del rilascio (Foto Alfonso Campus)

RIPRODUZIONE 2008

N° COPPIE TERRITORIALI………………………………………………………….27

N° NIDI COSTRUITI…………………………………………………………………….20

N° DEPOSIZIONI………………………………………………………………………….15

N° ABBANDONI DI COVA (mortalità prenatale)……………………………..…4

N° PULLUS NATI………………………………………………………………….……….11

N° PULLUS MORTI NEL NIDO (mortalità postnatale)…………………….….1

N° JUVENILIS INVOLATI……………………………………………………………..10

PRODUTTIVITA’ (giovani involati/coppie territoriali)……………..…37,03%

SUCCESSO RIPRODUTTIVO (giovani involati/deposizioni)…………66,66%

RECUPERI:

  • durante il 2008 non si hanno avuti recuperi ma solo la segnalazione dei resti di 1 esemplare immaturo nel territorio di Suni.

 

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE:

Il 2008 ha visto alcune differenze numeriche rispetto all’anno precedente. Le coppie territoriali sono rimaste 27, i nidi in parte o del tutto costruiti sono stati 20 e le deposizioni 16. Gli involi sono stati però 10, con uno juvenilis in più del 2007 e con le perdite prenatali passate da 6 a 4 e 1 perdita post natale, col pullo morto nel nido durante i primi 10 giorni di vita. Da segnalare il fatto che il pullo è morto nello stesso nido del 2004 dove a pochi metri di distanza, sulla stessa parete, nidifica una coppia di corvi imperiali sempre pronta ad approfittare di una eventuale, anche breve, assenza dei grifoni…..   Bosa 20/11/2008 Alfonso Campus/Dott. Marco Muzzeddu.  (Kalarighes Bosa)

Il corvo imperiale, principale predatore di uova e pulli del grifone (Foto Alfonso Campus)

RIPRODUZIONE 2009

N° COPPIE TERRITORIALI…………………………………………………………28

N° NIDI COSTRUITI……………………………………………………………….…..21

N° DEPOSIZIONI…………………………………………………………………………15

N° ABBANDONI DI COVA (mortalità prenatale)……………………………….3

N° PULLUS NATI…………………………………………………………………………12

N° PULLUS MORTI NEL NIDO (mortalità postnatale)………………………0

N° JUVENILIS INVOLATI…………………………………………………………….12

PRODUTTIVITA’ (giovani involati/coppie territoriali)………………..42,85%

SUCCESSO RIPRODUTTIVO (giovani involati/deposizioni)…………….80%

RECUPERI:

  • durante il 2009 al centro di recupero fauna selvatica di Bonassai, sono stati registrati 2 decessi di esemplari adulti avvenuti nel territorio di Ittiri in tempi diversi. La scarsità di resti non ha consentito alcun esame post-mortem.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE: Il 2009 ha visto la variazione in positivo di quasi tutti i parametri numerici rispetto alla riproduzione del 2008. Infatti, anche se le deposizione sono state 15 come lo scorso anno, le coppie territoriali sono aumentate di 1 unità e sono soprattutto migliorate le percentuali di Produttività e di Successo Riproduttivo, rispettivamente del 5,82% e del 13,34%. I miglioramenti di questi parametri possono essere ricercati in varie concause: sicuramente il maltempo prolungato, anche durante la primavera, e la sorveglianza di alcuni siti durante le giornate a “grosso rischio” hanno contribuito ad abbassare le perdite per cause antropiche o di disturbo! Anche l’aumentare di distanza tra colonie o nidi isolati, anche se più difficoltoso da monitorare, sembra contribuire ad abbassare il numero di perdite.   Bosa  18/11/2009 Campus Alfonso/Dott. Marco Muzzeddu. (Kalarighes Bosa)

Esemplari intenti in dispute alimentari (Foto Alfonso Campus)

RIPRODUZIONE 2010.

N° COPPIE TERRITORIALI…………………………………………………………29

N° NIDI COSTRUITI……………………………………………………………………21

N° DEPOSIZIONI………………………………………………………………………..20

N° ABBANDONI DI COVA (mortalità prenatale)……………………………….7

N° PULLUS NATI………………………………………………………………………..13

N° PULLUS MORTI NEL NIDO (mortalità postnatale)……………………..0

N° JUVENILIS INVOLATI……………………………………………………………13

PRODUTTIVITA’ (giovani involati/coppie territoriali)……………….44,82%

SUCCESSO RIPRODUTTIVO (giovani involati/deposizioni)………..…65%

RECUPERI:

  • Nel territorio del Bosano abbiamo recuperato i resti di 1 esemplare adulto.
  • Sempre nel Bosano é stato constatato il decesso di un altro esemplare di cui però erano presenti solo pochissimi resti. (Da entrambi i resti non si sono potuti effettuare gli esami post-mortem).
  • 2  juvenilis vivi, sono stati recuperati nei tratti di mare vicino Alghero.
  • 1 altro esemplare (giovane dell’anno) è stato recuperato a Bosa dall’associazione.

 

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE: Il 2010 ha continuato a segnare delle variazioni dei dati sulla riproduzione: sono aumentate le coppie territoriali di almeno 1 unità, sono aumentate le deposizioni di ben 5 unità, gli involi di 1 unità, ma le perdite prenatali sono cresciute di 2 unità portando quindi la produttività (giovani involati/coppie territoriali) dal 42,85% al 44,82% e il successo riproduttivo (giovani involati/deposizioni) dal 80% al 65%. La perdita di covate è particolarmente grave, se si pensa che ben 2 perdite sono dovute a sicuri disturbi antropici proprio in quella cala dove l’anno prima, dopo 11 anni circa, si era avuto un involo. Infatti, nel 2010 l’associazione ha potuto effettuare i controlli sul sito solo a cadenze settimanali (dunque con molta meno assiduità rispetto all’anno precedente), registrando un abbandono la settimana prima di Pasqua, e dopo altre 2 settimane, l’allontanamento dell’adulto in cova per oltre 3 ore, a causa di disturbo nelle immediate vicinanze del nido. Il disturbo è stato causato da una coppia di escursionisti tedeschi che, seguendo le precise indicazioni di una rivista, percorrevano un sentiero lungo costa. Avvisati da noi della presenza, alla fine di questo sentiero, della colonia di grifoni e del disturbo creato, sono rimasti costernati e confusi per la mancanza di segnalazioni sia sulla rivista sia nelle vicinanze del sito. La coppia di grifoni ha comunque continuato la cova sino alla fine di Aprile, quasi per 60 giorni, ma senza alcuna schiusa. Logicamente non si può avere la certezza matematica di disturbo=perdita ma tutto cio` lo lascia supporre… Il 23 agosto nel mare di fronte alle scogliere di Capo Caccia alcuni diportisti hanno recuperato uno Juvenilis che è stato ricoverato al Centro di recupero fauna di Bonassai. Durante la prima settimana di Settembre un altro esemplare, uno juvenilis, è stato recuperato sempre ad Alghero nel tratto di mare di fronte al Tramariglio.  Ai primi di Settembre, grazie alla segnalazione di un allevatore, ho potuto constatare la morte di un esemplare, ma a causa della scarsità dei resti non  è stato possibile determinarne l’età. Il 16 Settembre, grazie ad un’altra indicazione, ho potuto recuperare i resti di un esemplare adulto. La scarsità dei resti di entrambi gli esemplari, recuperati nel territorio di Bosa, non hanno consentito esami  anatomo-patologici e tossicologici. Dopo i recuperi effettuati ad Alghero e la notizia fornita dal gruppo Lipu della città, su una probabile riproduzione a punta Cristallo, sono state effettuate 4 mattinate di monitoraggio all’interno della riserva di Capo Caccia. Durante la prima mattinata  non ci sono state osservazioni, nella seconda sono stati osservati 2 esemplari adulti con 1 juvenilis al seguito, nella terza i 2 esemplari adulti con 1 juvenilis e 1 immaturo e nella quarta ancora i 2 adulti e lo juvenilis al seguito. Probabile quindi, anche se non certa, la riproduzione sulle falesie di Punta Cristallo. Il 19 novembre, sempre su segnalazione di allevatori, la nostra associazione ha recuperato un giovane dell’anno nel territorio di Bosa , rivelatosi poi un esemplare femmina. Dopo la dovuta segnalazione al corpo forestale, é stato da noi trasportato al Centro recupero fauna di Bonassai in cattive condizioni. I 2 esemplari recuperati ad Alghero, un esemplare maschio e uno femmina, sono stati liberati all’interno della riserva di capo Caccia il 28 di ottobre. Uno dei 2,  l’esemplare femmina,  è stato ancora recuperato dopo solo qualche giorno, di nuovo in mare, a nord di Punta Cristallo, mentre l’altro esemplare è stato avvistato e fotografato prima a Capo Mannu (nell’oristanese) poi nel cagliaritano e, quando ormai si pensava al peggio, è riapparso il 18 dicembre nel territorio di Bosa. L’esemplare che era stato recuperato a Bosa e l’altro recuperato per 2 volte ad Alghero, sono stati liberati a Bosa il 27 dicembre e alla fine dell’anno si potevano avvistare sul territorio bosano tutti e 3 gli esemplari marcati e almeno altri 8 giovani dell’anno.   Bosa 05/02/2011 Alfonso Campus/Dott. Marco Muzzeddu. (Kalarighes Bosa)

 

Immagine inusuale per il bosano, grifone su paesaggio innevato. ( foto Alfonso Campus )

RIPRODUZIONE 2011

N° COPPIE TERRITORIALI………………………………………………………….29

N° NIDI COSTRUITI…………………………………………………………………….21

N° DEPOSIZIONI………………………………………………………………………….19

N° ABBANDONI DI COVA (mortalità prenatale)……………………………..…3

N° PULLUS NATI…………………………………………………………………….……16

N° PULLUS MORTI NEL NIDO (mortalità postnatale)…………………….….1

N° JUVENILIS INVOLATI……………………………………………………….…….15

PRODUTTIVITA’ (giovani involati/coppie territoriali)………………….51,72%

SUCCESSO RIPRODUTTIVO (giovani involati/deposizioni)…………..78,94%

CONSIDERAZIONI:

Il 2011 nonostante le coppie territoriali siano uguali al 2010 e le deposizioni siano diminuite di una unità, entrambi i parametri di calcolo su produttività e successo riproduttivo sono aumentati grazie ad un minore numero di perdite di cova/pulli. L’aumento di quasi 7 unità per la produttività e di quasi 14 per il successo riproduttivo sono da collegare a una minore fruizione del territorio durante le delicate fasi della cova e del primo periodo di crescita del pullo, legate al cattivo tempo meteorologico.  Purtroppo c’è da registrare la perdita di uno juvenilis durante l’ultima settimana di agosto nelle acque a nord di Capo Marrargiu. La perdita, avvenuta a quasi un mese dagli involi sui nidi situati su falesie marine, può rientrare nel numero delle perdite naturali. C’é da segnalare a questo proposito la testimonianza di un diportista il quale ha anche scattato delle foto allo juvenilis ancora vivo in acqua. Non ha però recuperato l’animale per paura e non ha neppure segnalato l’accaduto per incuria e disinteresse, mostrando cosi` quanto ancora ci sia da lavorare nella sensibilizzazione e nella tutela del grifone!   Bosa 12/12/2011 Campus Alfonso/Dott.Marco Muzzeddu.

(Associazione Naturalistica L’Altra Bosa/ Kalarighes)

 

Juvenilis in difficoltà in acque costiere (Foto archivio Dott. Marco Muzzeddu)

RIPRODUZIONE 2012.

N° COPPIE TERRITORIALI…………………………………………………………30

N° NIDI COSTRUITI…………………………………………………………22 (22 bis)

N° DEPOSIZIONI…………………………………………………………………..…….20

N° ABBANDONI DI COVA (mortalità prenatale)………………………….……4

N° PULLUS NATI………………………………………………………………………….16

N° PULLUS MORTI NEL NIDO (mortalità post natale)………………………2

N° JUVENILIS INVOLATI…………………………………………………..…………14

PRODUTTIVITA’ (giovani involati/coppie territoriali)……………..…46,66%

SUCCESSO RIPRODUTTIVO (giovani involati/deposizioni)……………..70%

 

 CONSIDERAZIONI  

Il 2012 ha visto la crescita delle coppie territoriali e delle deposizioni di una unità, ma sia la produttività che il successo riproduttivo hanno visto diminuire i propri indici.  Il successo riproduttivo è l’indice che permette di valutare lo stato di salute e lo sviluppo di una popolazione di avvoltoi. Nel massiccio centrale francese, (Grands Causses) dove dal 1981 si è avviata una esemplare opera di reintroduzione, prima dell’avvoltoio Grifone, poi dell’avvoltoio Monaco e successivamente, proprio nel 2012, dei primi 3 Gipeti,  il successo riproduttivo del Grifone dalla fine degli anni 90 si attesta al 75% con una crescita delle coppie territoriali valutata del 10% annuo. Nel Bosano questo dato non è mai stato costante e dal 2004 al 2012, durante i monitoraggi effettuati dall’associazione, si sono registrate punte di successo del 85% e cali sino al 60% . Sicuramente un grosso peso in negativo lo svolgono i disturbi antropici. Anche nel 2012 la perdita di una covata e di un pullo di una colonia sembrano legate all’attività di fotografi nelle immediate vicinanze della parete. Anche cause naturali portano a delle perdite. In una colonia di 5 coppie territoriali abbiamo infatti registrato, durante le prime fasi riproduttive, il forte disturbo da parte di un giovane dell’anno di Aquila reale. Questo disturbo ha portato alla perdita del primo uovo deposto e probabilmente alla mancata deposizione per un’altra coppia in un altro nido vicino. La giovane Aquila ha per alcuni giorni disturbato la colonia con continue picchiate sulle coppie di Grifoni indaffarate nella costruzione dei nidi e nella cova. Sul primo nido, situato su una terrazza scoperta, in seguito alle continue picchiate dell’Aquila e alla reazione dei grifoni, l’uovo è andato perso. Sin dal giorno dopo la stessa coppia ha ricostruito un secondo nido all’interno di una grotta  vicina ma non ha effettuato un’altra deposizione. Nel  2012, per la prima volta, c’è stata l’ordinanza della Capitaneria di porto di Bosa sulla chiusura temporanea all’accesso e alla navigazione di una cala sulla costa nord nel raggio di 150 mt. Purtroppo, nonostante il buon proposito, all’ordinanza non ha fatto seguito alcun tipo di segnalazione visiva né via mare né via terra ( boe galleggianti e cartelli), per cui i disturbi, anche involontari, sono proseguiti. Si spera che l’ordinanza venga ripetuta ma venga anche seguita da un adeguato posizionamento di segnali visivi. Solo in questo modo si riuscirà ad eliminare tutti quei disturbi involontari che purtroppo ogni anno causano perdite di covate nella colonia.   Bosa 11/01/2013 Campus Alfonso/ Dott. Marco Muzzeddu.

(Associazione Naturalistica L’Altra Bosa/ Kalarighes) 

 

Grifoni si asciugano il piumaggio al sole (foto Alfonso Campus)

Riproduzione 2013  

N° COPPIE TERRITORIALI…………………………………………………………30

N° NIDI COSTRUITI……………………………………………………………….…..26

N° DEPOSIZIONI………………………………………………………………..…19(bis)

N° ABBANDONI DI COVA (mortalità prenatale)…………………………….…2

N° PULLUS NATI…………………………………………………………………………18

N° PULLUS MORTI NEL NIDO (mortalità post natale)…………………..…1

N° JUVENILIS INVOLATI…………………………………………………….……..17

PRODUTTIVITA’ (giovani involati/coppie territoriali)…………….…56,66%

SUCCESSO RIPRODUTTIVO (giovani involati/deposizioni)……………..85%

 

RECUPERI:

  •  25/04 Recupero di un’esemplare immaturo, apparentemente al terzo anno di vita, in località Matta longa in agro di Semestene.  Ricovero nel centro recupero fauna selvatica di Bonassai e successiva liberazione a Bosa il 26/07.
  • 08/10 Segnalazione di un esemplare morto in località Piras in agro di Bosa.  Successivo recupero di pochi resti ma sufficienti per definire l’età dell’esemplare in uno juvenilis , la causa del decesso è dovuta allo scontro con dei cavi aerei elettrici e successiva predazione da parte di una volpe.
  • 30/10 Recupero di un esemplare adulto morto in località Piddiu in agro di Mara. Sono in corso esami anatomo-patologici e tossicologici per stabilirne la causa del decesso.
  •  31/10 Su segnalazione di un pescatore sportivo, recupero di uno juvenilis in località Sabba Druche a Bosa.

 

CONSIDERAZIONI

Il 2013 è stato caratterizzato da un inverno e una primavera eccezionalmente piovosi. Tutto ciò ha pesato in positivo sulla riproduzione del Grifone, il successo riproduttivo ha infatti registrato un indice dell’ 85% che non si registrava dal 2005 e una produttività del 56,66% mai toccata negli ultimi 10 anni. Il motivo di questo aumento è nel ridotto numero di perdite, 2 prenatali e 1 post natale, grazie proprio al cattivo tempo che non consente o limita tutte quelle attività  all’aria  aperta che, spesso involontariamente, arrecano disturbo alla riproduzione.  Per la prima volta in 10 anni è stata registrata una covata di rimpiazzo. La deposizione è avvenuta durante l’ultima settimana di Marzo e l’involo dello juvenilis durante la seconda  settimana di Settembre. Anche in un’altra coppia si è registrata la deposizione durante l’ultima settimana di Marzo e l’involo la seconda settimana di Settembre. Nelle coppie nidificanti sulle  falesie marine da segnalare la rioccupazione con successo, di un nido posto su una terrazza coperta a soli 15-18 metri dal livello del mare. Durante alcune uscite sulle falesie marine di Punta Cristallo ad Alghero si è registrata la presenza di una coppia territoriale e in seguito la presenza di uno juvenilis al seguito. Sembrerebbe quindi sicura la riproduzione di una coppia sulle falesie di Capo Caccia che porterebbe a 31 il numero di coppie territoriali e a 18 il numero di juvenilis involatisi in Sardegna durante  il  2013 .                                                                                                                                                                        Bosa 01/12/2013 Campus Alfonso/Dott. Marco Muzeddu

(ASSOCIAZIONE NATURALISTICA L’ALTRA BOSA/KALARIGHES)

Liberazione di juvenilis nel territorio bosano. (foto Alfonso Campus)

RIPRODUZIONE 2014

N° COPPIE TERRITORIALI……………………………………………………………33/34

N° NIDI COSTRUITI……………………………………………………………………..….…29

N° DEPOSIZIONI………………………………………………………………………….….…25

N° ABBANDONI DI COVA (mortalità prenatale)…………………………………..…..3

N° PULLUS NATI………………………………………………………………………………..22

N° PULLUS MORTI NEL NIDO (mortalità postnatale)……………………..………1

N° JUVENILIS INVOLATI………………………………………………………….………..21

PRODUTTIVITA’ (giovani involati/coppie territoriali)………………………63,63%

SUCCESSO RIPRODUTTIVO (giovani involati/deposizioni)……………………84%

 

Resti di uno juvenilis ritrovato al di sotto di un palo elettrico. ( foto Alfonso Campus )

RECUPERI:

  • 25/02/2014 Liberazione del giovane recuperato il 31/10/2013. Il giovane, una femmina, ha una marcatura centrale sull’ala SX e l’anello metallico sulla zampa DX.
  • 14/08/2014 Recupero di un giovane al 2° anno nel territorio di Pozzomaggiore, ricoverato presso la clinica regionale di Bonassai. Le sue condizioni non destano preoccupazione.
  • 25/08/2014 Recupero di uno juvenilis a Campeda. L’esemplare è in cattive condizioni e presenta una frattura esposta sull’ala DX. Ricoverato nella clinica di Bonassai, con una operazione chirurgica si ricompone la frattura. Il recupero è avvenuto a ridosso di un traliccio dell’alta tensione dove il giovane è andato ad impattare.
  • 07/09/2014 Recupero di uno juvenilis in territorio di Orosei. Ricoverato a Bonassai, le sue condizioni non destano preoccupazione. La località dove è avvenuto il recupero, cioè la costa est della Sardegna è un’ulteriore conferma della dispersione giovanile su tutto il territorio regionale, che porta poi ad una grossa perdita di esemplari giovani ed immaturi.
  • 12/09/2014 Segnalazione di un esemplare morto in località Sa Per riga. I pochi resti sembrano indicare un immaturo.
  • 25/09/2014 Recupero di uno juvenilis con una frattura all’ala DX in località Badde Orca a Bosa. Recuperato dai forestali, viene trasferito ad Oristano nella Clinica duemari dove si tenta di ricomporre la frattura.
  • 14/11/2014 Liberazione di 2 dei 4 esemplari recuperati durante l’autunno. Si tratta dell’esemplare recuperato il 14/08 a Pozzomaggiore e dello juvenilis recuperato a Orosei, il primo con marcatura alare distale destra e il secondo con marcatura centrale sempre destra. Purtroppo lo juvenilis recuperato a Campeda, nonostante l’intervento chirurgico non è più in grado di volare se non per brevi tratti e resterà alla clinica Bonassai per partecipare ad eventuali progetti di riproduzione in cattività. Per il 4° esemplare ricoverato alla Clinica duemari, nonostante l’intervento, a causa di complicazioni, si è dovuto amputare l’ala destra e ora si trova anch’esso alla clinica Bonassai di Olmedo.
  • 13/12/2014 Il Dott. Marco Muzzeddu viene a conoscenza di un grifone recuperato in agro tra Macomer e Bortigali dal Corpo Forestale, al di sotto di una pala eolica. Una volta ricevuto il corpo, stabilisce che si trattava di un altro juvenilis. Dopo gli esami radiografici non si hanno dubbi sulle cause dell’incidente, l’esemplare è morto a causa dell’impatto con la pala eolica.

 

  

 

 

 

 

 

 

CONSIDERAZIONI: Il 2014 ha visto l’aumento di 3-4 coppie territoriali passando da 30 a 33-34. Le deposizioni sono aumentate di ben 5 unità, da 20 a 25 e gli involi da 17 a 21. Le perdite di covate sono state 3, tutte sembrano di origine naturale,con 2 covate portate avanti per oltre 60 giorni ma senza successo, e la terza con la distruzione di un nido. Quest’ultimo, molto instabile, era costruito sulla spaccatura di una roccia. In seguito ad alcuni giorni di intense precipitazioni è franato nel canale al di sotto della parete rocciosa. Per quanto riguarda la quarta perdita,il pullo sembrerebbe morto nelle prime 2-3 settimane di vita, anche questo per cause naturali. L’ottimo successo riproduttivo e soprattutto l’alta produttività potrebbe essere legata alla brutta epidemia di blue tongue che ha imperversato sull’areale di alimentazione del grifone sin dall’autunno del 2013. Infatti, nonostante le rigide regole sanitarie, nei territori più accidentati e negli allevamenti più piccoli questa epidemia ha sicuramente aumentato il numero di capi morti a disposizione degli avvoltoi. Da evidenziare anche l’alto successo riproduttivo delle coppie nidificanti su falesie marine. Qua le cattive condizioni meteo-marine durante i mesi invernali e primaverili, che combaciano con il periodo più sensibile ai disturbi antropici, di fatto rendono trascurabile il traffico marino da diporto, possibile causa di perdite riproduttive. In negativo, non si può non segnalare la seconda sicura perdita in 2 anni di uno juvenilis a causa dell’impatto con dei cavi elettrici, e il primo recupero in Sardegna di un grifone morto dopo l’urto con delle pale eoliche. Questi decessi devono far riflettere sulla gestione dei territori di alimentazione degli avvoltoi e sull’opportunità di adottare misure di mitigazione dei rischi di impatto su cavidotti e parchi eolici.                                                                                                                                                                Bosa 10/01/2015 Alfonso Campus – Dott. Marco Muzzeddu. (ASS. L’ALTRA BOSA)

Juvenilis al nido su falesia marina. (foto Alfonso Campus)

RIPRODUZIONE   2015:

N° COPPIE TERRITORIALI…………………………………………………………. 35/36

N° NIDI COSTRUITI……………………………………………………………………..…..34

N° DEPOSIZIONI………………………………………………………………………….……27

N° ABBANDONI DI COVA (mortalità prenatale)………………………..…………….2

N° PULLUS NATI……………………………………………………………………………….25

N° PULLUS MORTI NEL NIDO (mortalità postatale)………………………………0

N° JUVENILIS INVOLATI……………….………………………………………………….25

PRODUTTIVITA’ (giovani involati/coppie territoriali)………………………71,42%

SUCCESSO RIPRODUTTIVO (giovani involati/deposizioni)……………….92,59%

 

CONSIDERAZIONI: Il 2015 è stato un anno di records per la riproduzione del Grifone, le coppie territoriali sono state 35/36, le deposizioni sono state 27 e le nascite ben 25, questi ultimi 2 parametri con numeri mai registrati nel Bosano, almeno negli ultimi 35 anni. Anche ad Alghero l’unica coppia presente sembra si sia riprodotta con successo (fonti Lipu Alghero). Le 2 perdite del Bosano sono state perdite prenatali, una di origine sicuramente naturale con la coppia in cova per oltre 60 giorni prima dell’abbandono dell’uovo, mentre per la seconda vi sono dei dubbi su un possibile disturbo antropico. Vi sono stati anche 2 recuperi, in uno si trattava di un giovane dell’anno e nell’altro di uno juvenilis. Entrambi gli esemplari sono stati recuperati nel territorio di Semestene, il primo il 6/04 in località “Bidighinzos” e l’altro il 31/08 in località “Matta Juanna”, tutti e 2 presentavano fratture esposte da impatto su cavi sospesi.   La ciliegina sulla torta del 2015 è stata l’approvazione del progetto LIFE  “Sotto le Ali del Grifone” da parte dell’Unione Europea, presentato dalla facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari, dal Comune di Bosa, dall’Ente Foreste della Sardegna e dal Corpo della Guardia Forestale della Sardegna. Questo progetto, della durata di 5 anni, porterà avanti delle azioni di Studio, Tutela, Restocking , Informazione e Divulgazione sull’Avvoltoio grifone, con l’intento di mettere in sicurezza la specie, preparando il territorio alla reintroduzione delle altre 2 specie di vulturidi (Avvoltoio monaco e Gipeto) che in passato erano presenti nell’isola. Bosa 08/03/2016 Campus Alfonso, Dott. Marco Muzzeddu, Dott. Salvatore Naitana (ASS. L’ALTRA BOSA)

RIPRODUZIONI 2016

N° COPPIE TERRITORIALI…………………………………………………………….41

N° NIDI COSTRUITI……………………………………………………………………….41

N° DEPOSIZIONI……………………………………………………………………………33

N° ABBANDONI DI COVA (mortalità prenatale)……………………………….…8

N° PULLUS NATI……………………………………………………………………………25

N° PULLUS MORTI NEL NIDO (mortalità post natale)…………………………2

N° JUVENILIS INVOLATI……………………………………………………………….23

PRODUTTIVITA’ (giovani involati/coppie territoriali)………………………56%

SUCCESSO RIPRODUTTIVO (giovani involati/deposizioni)………………70%

RECUPERI:

  • Data: 03/03/2016 località di ritrovamento: minerva, agro comune di Bosa. Animale consegnato morto; Juvenilis; assenza di lesioni scheletriche; eseguiti prelievi per esami tossicologici. Animale rinvenuto dal sig. Campus Alfonso.
  • Data: 25/02/2016 località di ritrovamento: badde oltu, agro comune Semestene. Adulto in pessime condizioni generali ( ottundimento sensorio, incapacità alla stazione, disidratazione, ipotermia). Sottoposto alla terapia del caso, è deceduto in data 29/02/2016. Eseguito l’esame necroscopico presso IZS dal quale è emerso la presenza di una neoformazione a livello pancreatico (liposarcoma). Ritrovamento da parte del sig.Muroni salvatore.
  • Data:20/08/2016 località di ritrovamento: Capo Marrargiu- Bosa. Juvenilis; al momento del ricovero l’animale presentava un quadro clinico compatibile ad ingestione di acqua salmastra. Sottoposto alla terapia del caso non ha presentato segni di miglioramento ed è deceduto in data 02/09/2016. Eseguito esame necroscopico presso IZS dal quale è risultata la presenza di un area di degenerazione ossea a carico dello sterno (probabile origine traumatica). Eseguiti campionamenti per esame istologico, tossicologico e sierologico. Ritrovamento da parte della guardia costiera di Bosa.
  • Data: 06/09/2016 località di ritrovamento: S’Abba Druche, agro comune di Bosa. Juvenilis; Peso al ricovero: kg.6. Al momento del ricovero l’animale presentava segni clinici imputabili a crisi ipoglicemica. Sottoposto alla terapia del caso, inclusa anche una alimentazione assistita, il paziente ha subito presentato segni di miglioramento. Ritrovamento da parte del CFVA di Bosa.
  • Data: 10/09/2016 località ritrovamento: periferia di Borore. Juvenilis. Peso al ricovero kg.5,2. Al momento del ricovero il soggetto presentava un quadro clinico critico con frequenti episodi di crisi convulsive imputabili a grave quadro ipoglicemico. Sottoposto alla terapia del caso ed a una alimentazione assistita mediante sonda gastrica ha gradatamente manifestato segni di miglioramento. Ritrovamento da parte del CFVA di Macomer.
  • Data: 26/09/2016 località di ritrovamento: su Pischinale, agro comune di Bosa. Subadulto, sesso maschile, peso kg.8,3. Al momento del ricovero l’animale presentava un quadro clinico critico, con frequente rigurgito di materiale verdastro, incapacità alla stazione, difficoltà alla deglutizione, instabilità alla stazione, frequenti crisi convulsive. Sottoposto ad una terapia di mantenimento ed eseguiti prelievi per esami sierologici, tossicologici, emocromo e biochimico. Per venti giorni alimentazione assistita con sonda gastrica grazie alla quale è stato possibile il suo recupero. Ritrovamento da parte del CFVA di Bosa.
  • Data: 05/11/2016 località di ritrovamento : Pedrasenta, agro comune di Suni. Al momento del ritrovamento l’animale si presentava fortemente debilitato ed è deceduto durante il trasporto verso il centro fauna di Bonassai. Subadulto (2 anni), sesso femminile, peso kg 8,6. All’esame necroscopico si riscontravano lesioni imputabili a forte trauma contusivo compatibili ad impatto con cavi elettrici. Ritrovamento da parte del CFVA di Bosa.

Dott. Muzzeddu col suo Staff a Bonassai. (foto Crisitina Perino)

CONSIDERAZIONI:

Il 2016 ha visto l’avvio del progetto Life “Sotto le Ali del Grifone” (Under Griffon Wings). I dati sopra esposti sono stati frutto del monitoraggio e della condivisione delle 3 associazioni, L’Altra Bosa, Legambiente e Lipu, che da decenni si occupano del monitoraggio della popolazione di Avvoltoio grifone in Sardegna.                                                               L’andamento riproduttivo ha visto una crescita numerica delle coppie territoriali e un allargamento del loro areale; i dati sulla produttività e sul successo riproduttivo hanno invece segnato una flessione dovuta, oltre che a fattori naturali, a dei disturbi antropici. Proprio durante le festività Pasquali, degli escursionisti sono stati visti affacciarsi sulle falesie di una gola dell’interno del nostro territorio, dove sono presenti dei nidi e al  controllo successivo abbiamo registrato la perdita di un pullo di soli alcuni giorni e di una coppia in cova. Da segnalare la riproduzione con successo avvenuta sulle falesie di Capo Caccia, che porta quindi gli involi a 24 e le coppie territoriali a 42. Per quel che riguarda i recuperi, sono stati 7 gli esemplari recuperati, 2 già morti mentre degli altri 5, 2 sono deceduti in seguito a lesioni e malattia e gli altri 3 sono stati riabilitati e liberati nel territorio di Bosa. Bosa 31/03/2017 Campus Alfonso, Dott. Marco Muzzeddu, Dott. Salvatore Naitana (ASS. L’ALTRA BOSA)

 

 

GRAFICI RAFFIGURANTI L’ANDAMENTO RIPRODUTTIVO DAL 2003 AL 2015

 

 

(ASSOCIAZIONE NATURALISTICA L’ALTRA BOSA/KALARIGHES)

 

BIBLIOGRAFIA CITATA:   Francesco Cetti. 1776 – Gli Uccelli di Sardegna. Ristampa Gia editrice Schenk H.  1976. Analisi della situazione faunistica in Sardegna. Uccelli e mammiferi. S.O.S. FAUNA – WWF. Genero/Perco/Dentesani. Il Grifone in Italia e nel mondo. Biologia e strategia di conservazione. Parco Natura Viva. Il Grifone in Italia – Primo rapporto scientifico sullo status del Grifone (Gips fulvus) in Italia. Helmar Schenk, Mauro Aresu, Salvatore Naitana. Piano d’Azione per il Grifone (Gips fulvus) in Sardegna. Lipu/Regione Sardegna. Progetto Grifone 1986/87. Rapporto Finale. Lipu/Regione Sardegna. Progetto Grifone 1988. Rapporto Finale. Eliotout Bertrant, 2007, Le Vautours fauve, éditions Delachaux et Niestlé, collection les Sentiers du naturaliste. LPO Grands Causses – Vautours. Reintroduction et conservation dans les Grands Causses. Dati dei monitoraggi delle Associazioni Kalarighes e L’Altra Bosa.       Bosa 17/07/2012     Elaborazione e presentazione dati: Alfonso Campus, Cristina Perino  Kalarighes/L’Altra Bosa  

Una risposta a Il Grifone (Gyps fulvus)

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